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Quando posso applicare il diritto di ritenzione sull’auto del cliente?

Il diritto di ritenzione è uno strumento fondamentale per tutelare l’officina quando il cliente non paga il costo della lavorazione. Si tratta di uno strumento molto efficace posto a tutela della sacralità degli impegni assunti dall’officina e dal cliente ma, per essere azionato correttamente, è bene osservare le seguenti regole.

Cosa prevede la legge?

L’art. 2756 del Codice Civile riconosce a chi ha eseguito una prestazione su un bene mobile il diritto di trattenerlo fino al pagamento del credito maturato per quella prestazione.

Nel caso dell’autoriparatore, significa che se hai effettuato un intervento sull’auto e il cliente non paga la fattura, puoi trattenere il veicolo fino al saldo.

Quando è legittimo esercitarlo?

Devono essere presenti tre condizioni:

  1. Hai eseguito un intervento effettivo sul veicolo.
  2. Il credito è certo, liquido ed esigibile.
  3. Il veicolo è ancora nella tua disponibilità.

Non puoi riappropriarti del veicolo dopo averlo riconsegnato.

Attenzione alla garanzia post vendita

Il diritto di ritenzione non può essere utilizzato per forzare il pagamento di interventi coperti da garanzia post vendita o garanzia ricambi validamente riconosciuta. Se l’intervento rientra nella garanzia, il cliente non è tenuto al pagamento con la conseguenza che l’officina non può trattenere lecitamente la vettura.

Buona prassi operativa

– (Obbligatorio) Inserire nel modulo di accettazione del veicolo una clausola che richiami il diritto di ritenzione. Perché produca gli effetti sperati, il modulo di accettazione deve essere sottoscritto per accettazione dal cliente.

– (Fortemente consigliato) Inviare una comunicazione scritta prima di esercitarlo formalmente.

– (Consigliato) Documentare lo stato del veicolo.

Il diritto di ritenzione è uno strumento di tutela, ma va esercitato con equilibrio e nel rispetto della normativa.